Un viaggio nelle periferie reali e simboliche, dove razzismo sistemico, paura dell’altro e criminalizzazione scavano fossati nell’anima delle nostre città.
Musica, Cinema e Pescherecci dal 1990

Un viaggio nelle periferie reali e simboliche, dove razzismo sistemico, paura dell’altro e criminalizzazione scavano fossati nell’anima delle nostre città.
Chi ha paura dei “maranza”? Cresciuti in periferia, figli della società multiculturale italiana, sono i protagonisti e i capri espiatori di un discorso pubblico sempre più securitario. Questi giovani rappresentano una sintesi ambivalente di disagio, alterità e rottura con un’idea di italianità che non regge più l’urto del presente.
La periferia vi guarda con odio mostra come l’etichetta del “maranza” sia stata usata per proiettare paure e contraddizioni di una società in decadenza demografica e culturale. Sullo sfondo prende forma l’ascesa di una nuova leva di rapper provenienti da comunità razzializzate, simboli sonori e visivi di un cambiamento che parte dai quartieri e irrompe nelle classifiche, ridefinendo linguaggio, estetica e immaginario collettivo.
Cronaca e storia, analisi sociologica e memoir: fra queste coordinate il rap diventa il prisma attraverso cui osservare un mondo in evoluzione. Non soltanto un genere musicale, ma uno strumento di espressione, conflitto, autoaffermazione e riscatto.
Con Gabriel Seroussi, collettivo Metropolis e Silvio Boldrini (Arcopolis)